Gustave Klimt
Gustave Klimt, il maestro, l’astro e l’autore della secessione viennese, dell’Art Nouveau e del Ver Sacrum, la Primavera Sacra, con i suoi dipinti, con le sue allegorie, con il suo oro e con le sue donne ha attraversato l’universo e la sensualità femminile e i cicli del divenire discorrendo tra Eros e Thanatos dalla Femme Fatale alla Grande Madre. Gustav Klimt, il “Frauenversteher, colui che nel corso della sua carriera ha dipinto oltre cento volti femminili trasformandoli in vere icone dell’universo donna, nasce il 14 luglio 1862 nell’allora impero di Austro-Ungarico, da Ernst Klimt, orafo e da Anna Finster, sotto il segno del Cancro e della Luna, gli archetipi della Grande Madre e della vita intrauterina. L’arte di Klimt si caratterizza per i continui rimandi alla sessualità, all’eros e ai cicli vitali. A volte è la femme fatale, la Lilith primigenia, ben presente nel cielo dell’artista, altre volte, in analogia con il segno del Cancro, è una figura materna. Comunque Klimt non ha alcun timore nel rappresentare il piacere sessuale. Le sue donne, benevoli o fatali che siano, si abbandonano all’atto e all’estasi sessuale senza alcuna inibizione. Giuditta, Danae, il Fregio di Beethoven, le Bisce, le Vergini, i Pesci d’Oro, il Bacio, la Speranza e la Sposa ne sono una testimonianza. Adele Bloch-Bauer, la moglie del barone Ferdinand Bloch, la musa, la mecenate e forse anche l’amante dell’artista viennese è la Giuditta. L’eroina biblica che sedusse e uccise il generale Oloferne. Sia il cielo di Gustave che quello di Adele sono segnati da una immanente Lilith, il principale significatore astrale dell’eros femminile, archetipo di una figura femminile ammaliatrice, oscura e pericolosa. Non c’è da stupirsi che Adele Bauer sia del Leone, il segno dell’oro, della polvere della stelle. La sua immagine provocatoriamente seminuda, enigmatica, sensuale, pericolosa viene difatti consacrata in una colata d’oro, al pari delle immagini sacre nei mosaici bizantini, divenendo così una icona, la Monna Lisa d’Austria. E’ invece della Vergine Emilie Flöge, la stilista viennese, la già cognata del fratello Ernst Klimt, la Musa del “Bacio”, l’opera in cui Klimt non solo celebrò l’amore ma mise in pace l’universo maschile con quello femminile attraverso una estatica sensualità. Il dipinto (1907-1908) pur mettendo in risalto le rispettive differenze di genere attraverso il linguaggio dei simboli e degli archetipi più arcaici – gli organi sessuali maschili e femminili vengono rispettivamente rappresentati attraverso figure geometriche spigolose o scure gli uni o attraverso spirali o fiori gli altri - fonde in “uno” i due amanti. I “Cieli” di Gustave e Emilie si correlano attraverso gli archetipi astrali della “Luna” e della “Venere”, rispettivamente simboli della “Grande Madre” e dell’Amore puro, incondizionato. Non c’è dunque da meravigliarsi che la talentuosa ed indipendente stilista viennese, creatrice di mode, sia stata la compagna del maestro per 27 anni nonostante le innumerevoli avventure ed amanti di lui, con oltre ben 14 figli non riconosciuti con donne diverse. E’ proprio in correlazione agli importanti transiti di Saturno nei Pesci, Kronos il “Tempo” e dei Nodi Lunari, significatori di un percorso evolutivo, che Klimt nel 1905 realizza la sua opera dedicata alla rappresentazione delle “Tre età della donna”, implicita evocazione dei cicli vitali e della precarietà della bellezza. E non è un caso che mentre la Luna sia il principale archetipo della grande madre oltre che della vita intrauterina, Saturno, il tempo sequenziale sia il signore astrale delle tre età principali: la giovinezza, la maturità e la vecchiaia. E’ nel fregio dell’”albero della vita ”(1905) e così ancora nel dipinto dedicato alla “Morte e alla Vita” (1908/1915) che si compie il messaggio contenuto in quel Saturno natale, amplificato da Giove (il potere divino), proprio nella Vergine, il segno ed il senso del limite. E’ proprio attraverso Kronos (Saturno) che l’uomo può comprendere il senso della vita e la circolarità dell’esistenza. Eros e Thanatos sono strettamente connesse. Klimt in ogni sua opera non solo esalta la bellezza, la sacralità della sensualità femminile, ma sottolinea il ciclo della vita, quel ciclo ininterrotto che conduce dalla morte alla rinascita. La gioia della vita sta paradossalmente nella sua stessa impermanenza. Il tempo è sacro (Giove e Saturno in congiunzione). Così è sempre attraverso “Danae”, in quel rapporto dialettico tra una onirica ed estatica Luna nei Pesci e il Giove posizionato sull’altra metà del Cielo dell’artista, nel segno della Vergine, che si manifesta in una scrosciante pioggia dorata tra le sue gambe l’immanenza feconda della forza divina. Nell’opera, effige del concepimento di Perseo da parte di Zeus e della principessa Danae, Klimt imprime forza divina all’estasi femminile e al momento del concepimento in analogia con i valori delle sue natali Luna, Venere e Lilith.Nascita: 14.7.1862, Baumgarten.
Decesso: 6.2.1918, Vienna.
“Io non mi interesso della mia persona come oggetto di pittura, mi interessano di più le altre persone, soprattutto se di sesso femminile, ma ancora di più mi interessano altre forme.””
“Chi sa vedere le cose belle è perché ha la bellezza dentro di se. …tutta l’arte è erotica”
Gustave Klimt

Auguste Rodin
Auguste Rodin non solo è l’iniziatore della scultura moderna ma è anche uno dei più grandi scultori di sempre . Nasce sotto il Segno dello Scorpione il 12 Novembre in Francia, morirà all’età di settantasette anni nella sua villa di Meudon solamente qualche mese dopo la scomparsa della sua fedele compagna e proprio alla fine sposa Rose Beuret. Figlio secondogenito di una famiglia operaia iniziò a disegnare all’età di 10 anni dando da subito ampio spazio all’uso della memoria sulla scorta degli insegnamenti di Horace Lecoq de Boisbaudran, il suo primo maestro (qui si rileva l’importanza dei forti valori in Sagittario, indice di una guida dagli ampi orizzonti). Tre volte rifiutato dalla scuola di Belle Arti di Parigi, non si scoraggiò mai ma proseguì con tenacia, orgoglio e passione come è caratteristica dei nati del suo segno zodiacale. Thanatos (lo Scorpione, la rigenerazione) viene compreso e sconfitto attraverso la sua polarizzazione in Eros (il Toro, l’arte, la vita e la bellezza). Lo Scorpione Rodin riuscì così a sfruttare una risorsa propria del suo segno e a risorgere spesso dalle proprie ceneri come “l’araba fenice” nel corso della propria esistenza. E’ comunque grazie alle forti tensioni astrali presenti nel cielo di nascita che si svilupparono le qualità essenziali dell’uomo e dell’ artista. E’ negli aspetti presenti tra i segni del Sagittario e dei Gemelli (questi due segni zodiacali sono tra di loro in opposizione) che si espanse quel crescendo di emozioni che spinse Rodin a divenire l’alfiere e l’autore di opere universali (l’universalità è una caratteristica riconducibile al segno del Sagittario) quali il Bacio o il Pensatore: opere eccezionali capaci di trasmettere allo spettatore realismo, tensione e dinamismo; sculture oramai divenute icone dell’emozione e della personalità umana. Mentre per “il Bacio” Rodin si ispirò alla vicenda di Paolo e Francesca (raccontata da Dante nel V canto dell’Inferno) e così impresse nella pietra indelebilmente il volto della passione eterna, con “il Pensatore” l’artista suggellò lo sforzo creativo dell’uomo nel momento in cui si accinge a realizzare la sua “opera” (Dante, Prometeo, Urano e lo stesso Rodin). E così, è proprio attraverso l’incompiutezza della Porta dell’Inferno (la Porta, un gruppo monumentale in alto rilievo ispirato all’Inferno di Dante sarebbe dovuta diventare la “Porta” del Museo di Arti figurative di Parigi, peraltro mai costruito) che il grande scultore sviluppò la sua ascesi. Piccole figure, quali il “Pensatore” o “Paolo e Francesca", inizialmente nate come singole parti della “Porta dell’Inferno”, risorsero nella loro maestosità archetipica grazie alla spinta Prometeico Uraniana (proveniente dal suo Urano nei Pesci). Non c’è per cui da meravigliarsi se Rodin dopo il suo viaggio in Italia disse: “E’ stato Michelangelo (Pesci) a liberarmi dalla cultura accademica”. La spinta creativa di Rodin (Urano nei Pesci) aveva trovato nella Stella dei Pesci di Michelangelo la sua luce. E così è sempre attraverso l’opposizione tra il Sagittario e i Gemelli che si sviluppò la turbolenta vita sentimentale dell’uomo Rodin. Da una parte la riservata e timida Rose Beuret, nata sotto il segno dei Gemelli, riconducibile non a caso proprio alla Luna nei Gemelli (La Luna è l’archetipo della sposa e della grande madre) presente sulla carta astrale di August. Dall’altra la “Camille Claudel” del Sagittario di segno opposto a Beuret, per circa vent’anni musa e amante di Rodin . E’ in questa eterna diarchia tra amor sacro e amore profano che si incanalò gran parte della vita dell’artista Rodin. Tutti gli archetipi astrali femminili presenti nel cielo di Rodin riconducibili all’Eros e a una donna emancipata e libera, si sviluppano proprio attraverso il segno zodiacale di Camille Claudel. Dalla Lilith in Sagittario (attraverso la “Lilith”, la cosidetta “Luna Nera”, l’Astrologia individua la versione archetipica dell’Eros al femminile nella sua manifestazione più libera), indice di un rapporto ossessivo e trasgressivo alla Venere sempre in Sagittario indice di una attrazione per una donna libera, talentuosa ed emancipata, sicuramente in avanti con i suoi tempi. Non a caso lo stesso Rodin parlando della sua allieva Camille : "Le ho mostrato l'oro, ma l'oro che trova è tutto suo". E’ nell’opposizione che Marte, il pianeta dell’azione, ha con Urano pianeta archetipo della funzione Prometeica, che si realizza la trentennale incompiutezza della Porta dell’Inferno. La ricerca di una ipotetica trascendentale perfezione (Urano nei Pesci) va in conflitto con il pianeta della realizzazione (Marte in Vergine). Ma è poi grazie alla spinta Uraniana che la ricercata perfezione dei singoli soggetti (in analogia con la ricerca del particolare, caratteristica tipica del Segno della Vergine) esplode verso il mondo riconsegnando opere universali come “il Pensatore” o “il Bacio” (inizialmente nate solamente come elementi ornamentali della “Porta dell’Inferno”) . E così è sempre nella medesima opposizione con Marte che si possono altresì riscontrare le continue controversie in cui Rodin si ritrovò spesso al centro . E’ attraverso i valori planetari essenzialmente di fuoco che Rodin esalta il corpo umano in ogni sua parte come diretta manifestazione delle emozioni dell’uomo. Venere, la funzione archetipica della bellezza , è difatti congiunta e sposa ad una formidabile ed erotica Lililth in Sagittario. Non a caso è proprio attraverso l’incontro con la sua Musa, l’allieva e artista Claudel (Nata sotto il segno del Sagittario, lo stesso della Lilith di Rodin) che Rodin ricevette una spinta formidabile per entrare nel mondo dell’Eros, attraversandolo in ogni suo aspetto, da quello più romantico a quello più scandaloso. E così per lungo tempo l’artista, nel suo giardino segreto, realizzò ben 120 nudi rimasti segreti fino alla sua morte. Lo stesso Rodin confessandosi a riguardo : “Non ho mai voluto esporre certi disegni che erano solo frutto di un lavoro personale, di una ricerca intima, studi eseguiti a mio uso e consumo e che non sono uscite dalle mie cartelline. Coloro che li hanno visti è perché li hanno voluti vedere e sono venuti spontaneamente da me “. Articolo di Umberto Ciauri tratto dal Magazine d'arte The Art Master".Nascita: 12.11.1840, Parigi, Francia.
Decesso: 17.11.1917, Meudon, Francia.
Se per baciarti dovessi poi andare all’inferno, lo farei. Così potrò poi vantarmi con i diavoli di aver visto il paradiso senza mai entrarci.
William Shakespeare


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